Artwork of the Month / May 2025
ARTIFICIALIS was originally a French association with the objective to support the contemporary art production. Founded in 2006 by Astrid Gallinat and Stephan Goseberg in cooperation with the German artist group FEHLSTELLE, it initiated and supported art events in and nearby Vallauris (France). Furthermore, Astrid published artist interviews and articles about exhibitions and art projects on the association website (now still visible in the archive).
In 2014 Astrid and Stephan moved to Bologna, Italy. In consequence, the French association was closed down. Since January 2015 ARTIFICIALIS is back on the web.
Opera del mese / Maggio 2025
ARTIFICIALIS era originariamente un’associazione francese con l’obiettivo di sostenere la produzione artistica contemporanea. Fondata nel 2006 da Astrid Gallinat e Stephan Goseberg in collaborazione con il collettivo di artisti tedeschi FEHLSTELLE, ha promosso e supportato eventi artistici a Vallauris (Francia) e nei dintorni. Inoltre, Astrid ha pubblicato interviste ad artisti e articoli su mostre e progetti artistici sul sito web dell’associazione (ancora visibile nell’archivio).
Nel 2014 Astrid e Stephan si sono trasferiti a Bologna, in Italia. Di conseguenza, l’associazione francese è stata chiusa. Da gennaio 2015, ARTIFICIALIS è tornata online.
https://www.artificialis.eu/?p=15524

“Border“, powder pigments on canvas 100 cm x 150 cm, 2025
Original text by Astrid Gallinat
At first glance, the painting “Border” by Manuela Vallicelli could represent a landscape. There seem to be mountains at the left background, perhaps a lake or bay in front of it. In the central foreground, one might recognise dunes whose almost white sand is streaked by dark lines. Or is it rather a plateau with sedimentary depositions? Or even a snowy landscape? At the right hand, this form is abruptly interrupted by a furrow, or better by lines in grey shades, which proceed to the horizon. They might dissipate in another basin of water. Above this landscape, vaults an overcast sky. Besides clouds in blue-grey-white shades, a supernatural red is dominant. A light source is not definable, a presumed sun is hidden.
Depending on the personal experience, the contemplator might identify landscapes of their memory. One might think of a lagoon, a snowy landscape or a salt lake area? Could it even be a surface mine or something else? However, the mystic sky is irritating. Does the reddening originate after all from a sunrise or sunset? Is it a kind of an aurora? Could it be pollution and with that alarming?
All these speculations are allowable and are at the same time unreliable. Manuela creates her landscapes from her own personal souvenirs, perhaps sometimes from a certain collective memory and from her inner perception. Before working at the canvas, she has an idea what she desires to depict and how to realise it. Then she lets guide herself by her intuition. Evidently, the pictorial execution is close to abstraction, since the colour fields and lines didn’t form specific objects. Colours meet and shape the surface of the canvas. Layers and a certain depth arise from brighter and darker surfaces, which merge partly.
The result are hypothetic spaces, which might be found somewhere or have existed. Like in our example, there is no evident story told by the painting but a flaring of a remembrance. Also, the title, “Border” didn’t guide to a special reading, whereas it opens even more possibilities. The artist herself has chosen the title, because the image is for her the limit where mystery lies beyond. Therefore, Manuela’s paintings are open for various interpretations. We can contemplate the landscapes, immerse in it and let the spirit flow.
Italian translation of the text by Astrid Gallinat:
Testo di Astrid Gallinat
A prima vista, il dipinto “Border” di Manuela Vallicelli potrebbe rappresentare un paesaggio. Sembrano esserci montagne sullo sfondo a sinistra, forse un lago o una baia di fronte ad esse. In primo piano al centro, si potrebbero riconoscere delle dune, la cui sabbia quasi bianca è attraversata da linee scure. Oppure si tratta piuttosto di un altopiano con depositi sedimentari? O addirittura di un paesaggio innevato? Sulla destra, questa forma è bruscamente interrotta da un solco, o meglio da linee in tonalità di grigio, che proseguono verso l’orizzonte. Potrebbero dissolversi in un altro bacino d’acqua. Sopra questo paesaggio, si arcua un cielo coperto. Oltre alle nuvole in sfumature di blu-grigio-bianco, domina un rosso soprannaturale. Non si può definire una fonte di luce; un presunto sole è nascosto.
A seconda dell’esperienza personale, l’osservatore potrebbe identificare paesaggi della propria memoria. Si potrebbe pensare a una laguna, a un paesaggio innevato o a una zona di saline. Potrebbe persino trattarsi di una miniera a cielo aperto o di qualcos’altro? Tuttavia, il cielo mistico è destabilizzante. Questo rossore deriva forse da un’alba o da un tramonto? È una sorta di aurora? Potrebbe trattarsi di inquinamento e, quindi, essere un segnale d’allarme?
Tutte queste speculazioni sono ammissibili e allo stesso tempo inaffidabili. Manuela crea i suoi paesaggi partendo dai propri ricordi personali, forse talvolta da una certa memoria collettiva e dalla sua percezione interiore. Prima di iniziare a lavorare sulla tela, ha un’idea di ciò che desidera rappresentare e di come realizzarlo. Poi si lascia guidare dalla propria intuizione. È evidente che l’esecuzione pittorica è vicina all’astrazione, poiché i campi di colore e le linee non formano oggetti specifici. I colori si incontrano e modellano la superficie della tela. Strati e una certa profondità emergono da superfici più chiare e più scure, che in parte si fondono.
Il risultato sono spazi ipotetici, che potrebbero trovarsi da qualche parte o essere esistiti. Come nel nostro esempio, il dipinto non racconta una storia evidente, ma evoca un ricordo che si accende. Anche il titolo, “Border” (Confine), non guida verso una lettura univoca, ma apre ulteriori possibilità. L’artista stessa ha scelto questo titolo perché, per lei, l’immagine rappresenta il limite oltre il quale si cela il mistero. Per questo motivo, i dipinti di Manuela sono aperti a molteplici interpretazioni. Possiamo contemplare i paesaggi, immergerci in essi e lasciarci trasportare dallo spirito.