Un video documentario di Manuela Vallicelli, pittrice e videomaker, prodotto con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
English version below ↓
Anteprima: sabato 18 aprile alle ore 16:00, Sala Video, Chiostri Francescani, a pochi passi dalla tomba di Dante. Completamente sottotitolato in inglese.
Comunicato Stampa
L’Associazione Dis-ORDINE presenta “Via Portone Museo a Cielo Aperto”, documentario di 45 minuti realizzato da Manuela Vallicelli, che ne ha curato regia, riprese e montaggio, su commissione dell’associazione e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
Il documentario racconta il percorso museale diffuso che si snoda nel Borgo San Biagio di Ravenna, lungo Via Portone e le vie limitrofe, dove sono installati 52 mosaici contemporanei. Attraverso immagini e interviste, il documentario offre un’esperienza immersiva che mette in relazione arte, territorio e memoria. Il racconto sonoro è affidato a Marcello Landi, presidente dell’Associazione Dis-ORDINE, che accompagna lo spettatore lungo il percorso. Le interviste ad Anna Maria Valli Spizuoco, scrittrice e storica, e a Mauro Bartolotti, scultore, offrono uno sguardo approfondito sul valore artistico e sociale dell’iniziativa.
Via Portone è una strada ricca di storia, abitata nel tempo da numerosi artisti: dai mosaicisti contemporanei fino alle testimonianze ottocentesche, come il dipinto “Via Portone” (olio su tela, 1876) di Telemaco Signorini. Oggi rappresenta il cuore di un progetto culturale in continua evoluzione, dove i mosaici vengono progressivamente aggiunti e il museo a cielo aperto si rinnova costantemente, raccontando una Ravenna meno monumentale ma altrettanto significativa.
Il documentario si inserisce in questo contesto come strumento di narrazione e promozione culturale. Interamente sottotitolato in inglese, rende il progetto accessibile anche a un pubblico internazionale.
Attualmente inedito, il video sarà proiettato in anteprima sabato 18 aprile alle ore 16 nella Sala Multimediale degli Antichi Chiostri di Ravenna, a pochi passi dalla tomba di Dante, uno spazio particolarmente adatto ad accogliere e valorizzare l’iniziativa.
Anteprima: Sabato 18 aprile, ore 16
Durata: 45:40
Luogo: Sala Multimediale degli Antichi Chiostri di Ravenna
Indirizzo: Via Dante Alighieri 4/6, Ravenna
Intervista di Roberta Bezzi pubblicata su Il Resto del Carlino, 18 aprile 2026.
“Via Portone da scoprire” – La mia caccia al tesoro
Il documentario sarà proiettato alle 16 agli Antichi Chiostri di Ravenna
L’autrice Manuela Vallicelli: “Affascinata dalla bellezza del borgo”
Si intitola “Via Portone Museo a Cielo Aperto”, il documentario realizzato per l’associazione Dis-ORDINE da Manuela Vallicelli con esperienza, non solo come pittrice, ma anche come video-maker per cortometraggi quali “Finis Mundi” dedicato a Jorge Luis Borges, “Costruttori del Passato.Ravenna” e “Suor Beatrice Alighieri, figlia di Dante”. Il video della durata di 45 minuti sarà presentato in anteprima alle 16 di oggi alla sala miltimediale degli Antichi Chiostri di Ravenna.
“L’estate scorsa, quando il presidente dell’associazione Marcello Landi è venuto a visitare il mio studio per propormi una personale nella loro galleria. Poi, durante la mostra Sincronie, mi ha chiesto di riprendere in diretta la realizzazione dell’opera musiva Il Viaggio di Enea (sun lacimae rerum) di Francesco Vezzoli, esperienza da cui è partita una collaborazione proseguita con altri progetti video, fino a quello su via Portone”.
Rispetto ai lavori passati, qual’è stata la sfida del nuovo video su Via Portone?
“Questo è stato il mio primo lungometraggio e, nonostante le condizioni invernali rigide, il lavoro è stato molto fluido. Abbiamo rispettato i tempi previsti, girando tra gennaio e febbraio anche con temperature sotto lo zero”.
Durante le riprese, cosa l’ha divertita o affascinata, cosa l’ha colpita di via Portone e vie limitrofe?
“Mi ha affascinato la bellezza del borgo e il forte senso di comunità, con persone sempre accoglienti. È stata una sorta di “caccia al tesoro” tra le opere musive sui muri. Con Marcello Landi e Cesare Albertano si sono creati momenti quasi sospesi tra realtà e immaginazione”.
A livello narrativo, come si sviluppa il documentario?
”Il video è una sorta di visita guidata in cui lo spettatore segue Landi lungo il museo a cielo aperto, mentre Via Portone si svela passo dopo passo. L’ingresso della via segna l’inizio del percorso, tra il QR code del museo e il mosaico di Elena Pagani, co-ideatrice del progetto, una soglia tra presente e memoria. Lo sguardo poi scivola sotto il voltone, tra pannelli fotografici e tracce di artisti del quartiere”.
Non mancano anche interviste …
“Sì. La scrittrice e storica Anna Maria Valli Spizuoco invita a leggere la città attraverso la sua toponomastica, un codice antico che riemerge dal castrum ravennate e riaffiora nelle strade del presente. A questa narrazione si sovrappone la memoria viva dell’artista Mauro Bartolotti che riporta il quartiere a una dimensione bohemien e domestica: un luogo di atelier improvvisati, tra scultori, pittori, mosaicisti e vite condivise, dove la precarietà si trasformava in libertà e l’arte trovava casa tra cortili e affitti leggeri”.
Roberta Bezzi

Locandina / Poster

Antichi chiostri in Ravenna / The Ancient Cloisters in Ravenna

Articolo pubblicato su Il Resto del Carlino, 18 aprile 2026
Article published in Il Resto del Carlino, April 18, 2026
ENGLISH
Documentary “Via Portone Open-Air Museum“
A documentary film by Manuela Vallicelli, painter and filmmaker, produced with the support of the Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
Premiere: Saturday, April 18, 4:00 PM, Video Room, Franciscan Cloisters, just steps from Dante’s tomb. Fully subtitled in English.
Press Release
The Dis-ORDINE Association presents the documentary “Via Portone Open-Air Museum”, 45 minutes and 40 seconds long, created by artist Manuela Vallicelli, with the support of the Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
The film narrates the open-air museum route in the Borgo San Biagio area of Ravenna, along Via Portone and the surrounding streets, where 52 contemporary mosaics are installed. Through images, sounds, and interviews, the documentary offers an immersive experience connecting art, territory, and memory. The audio narration is provided by Marcello Landi, president of the Dis-ORDINE Association, who guides viewers along the route. Interviews with Anna Maria Valli Spizuoco, writer and historian, and Mauro Bartolotti, sculptor, provide an in-depth perspective on the artistic and social value of the initiative.
Via Portone is a street rich in history, historically inhabited by numerous artists, from contemporary mosaicists to 19th-century works, such as “Via Portone” (oil on canvas, 1876) by Telemaco Signorini. Today, it represents the heart of a cultural project in continuous evolution, where mosaics are gradually added and the open-air museum is constantly renewed, telling the story of a less monumental yet equally significant Ravenna.
The documentary serves as a tool for cultural narration and promotion. Fully subtitled in English, it makes the project accessible to an international audience.
Currently unreleased, the video will be previewed on Saturday, April 18 at 4:00 p.m. in the Multimedia Hall of the Antichi Chiostri in Ravenna, just a few steps from Dante’s tomb, a particularly suitable venue for hosting and enhancing the initiative.
Preview: Saturday, April 18, 4:00 PM
Duration: 45:40
Location: Multimedia Hall of the Ancient Cloisters of Ravenna
Address: Via Dante Alighieri 4/6, Ravenna
Interview by Roberta Bezzi, Il Resto del Carlino, April 18, 2026.
“Via Portone to Discover” – My Treasure Hunt
The documentary will be screened at 4:00 PM at the Ancient Cloisters in Ravenna. Author Manuela Vallicelli: “Fascinated by the beauty of the neighborhood.”
Titled Via Portone Open-Air Museum, the documentary was created for the Dis-ORDINE association by Manuela Vallicelli, who brings experience not only as a painter but also as a filmmaker, with works such as Finis Mundi dedicated to Jorge Luis Borges, Builders of the Past. Ravenna, and Suor Beatrice Alighieri, Daughter of Dante. The 45-minute film will premiere today at 4:00 PM in the multimedia hall of the Ancient Cloisters in Ravenna.
“Last summer, the president of the association, Marcello Landi, visited my studio to propose a solo exhibition at their gallery. Later, during the exhibition Sincronie, he asked me to film live the creation of the mosaic work The Journey of Aeneas (sunt lacrimae rerum) by Francesco Vezzoli. That experience marked the beginning of a collaboration that continued through several video projects, leading up to this one on Via Portone.”
Compared to your previous works, what was the main challenge of this new film on Via Portone?
“This was my first feature-length documentary and, despite the harsh winter conditions, the process was very smooth. We respected the planned schedule, filming between January and February, even with temperatures below zero.”
During filming, what fascinated or struck you most about Via Portone and the surrounding streets?
“I was fascinated by the beauty of the neighborhood and its strong sense of community, with people always welcoming. It felt like a kind of ‘treasure hunt’ among the mosaic works on the walls. With Marcello Landi and Cesare Albertano, moments emerged that felt suspended between reality and imagination.”
From a narrative perspective, how is the documentary structured?
“The video unfolds like a guided tour, where the viewer follows Landi through the open-air museum, while Via Portone gradually reveals itself step by step. The entrance to the street marks the beginning of the journey, between the museum’s QR code and the mosaic by Elena Pagani, co-creator of the project—a threshold between present and memory. The gaze then moves beneath the archway, among photographic panels and traces left by artists from the neighborhood.”
The documentary also includes interviews…
“Yes. The writer and historian Anna Maria Valli Spizuoco invites us to read the city through its toponymy, an ancient code that emerges from the Ravenna castrum and resurfaces in today’s streets. This narrative overlaps with the living memory of artist Mauro Bartolotti, who evokes a bohemian and domestic dimension of the neighborhood: a place of improvised studios, among sculptors, painters, mosaicists, and shared lives, where precariousness became freedom and art found its home in courtyards and modest rentals.”
Roberta Bezzi
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